Articoli 2017-12-10T06:57:00+00:00

Música para laúd del s. XVIII
Weiss, Hagen, Bach, Kellner, Baron…

REF.: CHR 77355
EAN 13: 4010072773555

FECHA DE PUBLICACIÓN

16/01/2012

INTÉRPRETES

Alberto Crugnola, laúd barroco

CONTENIDO

Música para laúd del s. XVIII

4 CD – DDD – 4h 26′

 

 

RESEÑA (LA QUINTA DE MAHLER)

La triste desaparición de Symphonia, una de las compañías discográficas más emblemáticas de las dedicadas a la música antigua, ha supuesto que su extenso catálogo esté siendo reeditado por sellos como Glossa, Accent, Pan Classics o Christophorus. Entre 2005 y 2008, Alberto Crugnola grabó cuatro volúmenes dedicados a los más insignes laudistas alemanes del siglo XVIII. Los tres primeros vieron la luz en Symphonia y forman, junto a un monográfico anterior con música de Adam Falckenhagen, el escaso bagaje discográfico en solitario de este excelente laudista italiano. El cuarto volumen no llegó nunca a publicarse; aparece ahora, acompañando a los tres anteriores, en este álbum de Christophorus. El recorrido no puede ser más exhaustivo: Weiss (el más grande laudista de la Historia), Bach (que amaba profundamente este instrumento), Baron (el último gran laudista barroco), Kleinknecht, Falckenhagen, Kühnel, Daube, Straube, Kroppffgans, Kohaut, Kellner, Lauffensteiner, Hagen y Paul Charles-Durant, de quien apenas tenemos datos salvo que, como denota su apellido, debió de nacer fuera de Alemania y que trabajó, bajo el mecenazgo de la princesa Friedericke Sophie Wilhelmine de Prusia (hermana de Federico el Grande), en la corte de Bayreuth, centro neurálgico del laúd durante su admirable eclosión en tierras germanas. El álbum resulta de todo punto imprescindible para quienes nos sentimos irresistiblemente atraídos por el cautivador sonido del instrumento rey de la cuerda pulsada, pero no debería serlo menos para quienes posean unos mínimos de sensibilidad y de buen gusto: toda la música aquí contenida es de una sublimidad que no se presta a discusión, la interpretación es de un altísimo nivel y, por si fuera poco, la carga didáctica es asimismo más que considerable. Por poner alguna pega, hay una excesiva y nada agradable presencia de trinos y piares pajareros. Pero ése es un riesgo que, ya se sabe, se corre siempre cuando las grabaciones se realizan en el estío.

Eduardo Torrico

Concerto all’Internationales Festival der Laute in Fussen 

Review del CD  ” German lute Music of the XVIII Century ” vol. 3   della ” Lute Society “.

Concerto per  ” Artenote ” a S. Fermo Varese

 

 

Monogradfia di Joachim Domning

“All’insegnante Johan Christian Falckenhagen ed a sua moglie Eva il 26 Aprile alle 11 nacque un figlio poco dopo portato al fonte battesimale e registrato nel libro della vita con il nome di Adam”.
Con questa iscrizione nel registro della chiesa di Grossdalzig nel 1697 cominciò la vita di uno dei più importanti liutisti della prima metà del XVIII secolo. Rappresentanti della famiglia Falckenhagen appaiono improvvisamente nella prima metà del XVII secolo come recensori a Erzeberg ; pertanto probabilmente c’è una relazione tra loro e la famiglia di Adam.
Fino ad ora la maggior parte delle notizie sulla vita di Falckenhagen vengono dal dizionario musicale di Gerber, pubblicato nel 1970. Questo articolo si aggiunge e corregge il lavoro di Gerber, qui riassunto. Gerber considera Knauthain e Mersburg luoghi significatiivi nella carriera di Falckenhagen; e possiamo trovare conferma che i Falckenhagen vissero in entrambi i luoghi. Il nonno di Adam fu parroco nel vicino villaggio di Knauthain, circa 10 km a sud di Leipzg. Eva Sachs, sua madre, era la figlia del sagrestano di Delitzsch, che era nella parrocchia di Grossdalzig. Quando Adam crebbe fu mandato da un prete per la sua istruzione in “ Litteris und Musici sounderlich auf dem Clavier und spater auf der Lauten “.
Questo prete è il parroco Gottlob Erlemann, che è sposato ad una certa Christine Magdalene Falckenhagen ( e pertanto era suo zio ). Qui a Knauthain il giovane Falckenhagen incontrò un altro giovane liutista, di nome Johann Christian Weyrauch, ritenuto da J. Schulze l’autore della “ Bachtabulature “ di Leipzig ma che ora si sa non essere stato insegnante di Falckenhagen.
Possiamo aggiungere alle informazioni sopra citate, che Falckenhagen ebbe inoltre delle basi, cosa comune nell’istruzione dell’epoca, di continuo e di armonia. E’ certo che Leipzig e la sua ricca vita musicale, al tempo a due sole ore di viaggio, attrasse entrambi i giovani studenti. Che il liuto non fosse completamente sconosciuto nei circoli ecclesiastici dell’epoca è confermato da molti esercizi di armonia che si sono salvati, scritti su manoscritti in intavolature per liuto.
Falckenhagen compare tre volte nei registri della Chiesa di Grossdalzig, sebbene una volta sia in qualità di padrino. Nel 1713 viene riconosciuto “ dotato in musica e letteratura “ e nel 1715 Musicista e servo in livrea del giovane Lord di Dieskau “. I Dieskau, la famiglia per cui più tardi Bach scrisse la Baurenkantate, occupavano alti incarichi ufficiali specialmente in Merseburg. Può essere stata questa prima occasione di lavoro che lo condusse lontano da Knauthain. Secondo Gerber, egli si fermò in Merseburg con i Dieskau dal 1715 al 1719, fino a che nel 1719 Johann Graf non lo sostituì nell’incarico di liutista della Corte di Saxe.
Il 30 Marzo 1724 a Gera ebbe una figlia; ella più tardi come Johanna Redlich, si sposò con un ufficiale di corte di Bayreuth e morì nel 1760. Dalla sua seria orazione funebre possiamo ricostruire la storia di sua madre, la prima moglie di Falckenhage. La cantante Johanna Amilia da Weissenfels, citata da Gerbe, era la figlia del direttore del coro di Gera, Emanuel Kegel, un nobile minore, che più tardi divenne famoso come l’insegnante di Stolzen.
Sfortunatamente quasi tutti i documeti custoditi a Gera e nel vicino castello di Schleitz furono distrutti durante la guerra. Non si sono quasi trovate notizie sul matrimonio. In ogni caso marito e moglie vissero successivamente a Weissenfels, entrambi impiegati come musicisti di corte. Nel 1726 ebbero una seconda figlia.
Che Falckenhagen conoscesse Bach è evidente dal fatto che entrambi sposarono cantanti di Weissenfels circa nello stesso periodo. Possiamo supporre che l’associazione nacque attraverso Weirauth, alunno di Bach. Perché Falckenhagen lasciò il posto nel 1728 e si trasferì a Weimar non è chiaro, poiché aveva una posizione ben remunerata. Il fatto che i membri della nobiltà di Weissfels fossero i padrini di una figlia nata a Weimar spiega inoltre l’importanza di Falckenhagen per loro, e rende il trasferimento ancora più inspiegabile. Dei vari soggiorni a Gera e a Gotha, che furono tutti brevi abbiamo poche indicazioni, fu particolare la sua breve visita a Gotha, poiché qui Menselfu liutista fino alla sua morte nel 1728 e Baron mantenne l’incarico fino al maggio del 1728. E’ facile che Flackenhagen fosse qui per ottenere un posto. In ogni caso è chiaro che Falckenhagen già conosceva Ernest Gottlieb Baron a quel tempo, probabilmente dai periodi passati ad Hallens e Leipzig.
In Weimar Falckenhagen si imbattè in Johann Pfeiffer, che egli già conosceva dalla sua permanenza a Gera. Lo stesso Pfeiffer che più tardi, come maestro del coro di Bayreuth, sarà il superiore diretto di Falckenhagen. Dai resoconti di Michelius di corte Falckenhagen lasciò Weimar nel 1732 e andò a Bayreuth il 1 Settembre di quell’anno, la sua ultimogenita fu sepolta a Weimar il che ci conferma che egli non se ne andò prima di questa data.
In Bayreuth egli si trovò in mezzo ad un fiorire di alta arte che fu sostenuta e incoraggiata dal Conte Friedrich e da sua moglie Wilhelmina, la sorella del Re Prussiano Federico II ( Federico il Grande ). Non è stato appurato chi mandò Falckenhagen a Bayreut, ma il Margrave Georg Wilhelm Karl gli diede un posto, ed il suo nome appare nel budget del 1733 come membro della “ Banda di Corte “.
Possiamo mettere insieme qualche notizia sulle sistemazioni a corte e sui musicisti, dalle lettere e dalle memorie di Wilhelmine. Sfortunatamente nei suoi racconti vengono fatti solo alcuni nomi. Possiamo solo supporre che faccia riferimento a Falckenhagen quando scrive a Federico II di “ un giovane liutista che suona molto bene e scrive composizioni veramente incantevoli “ . Poiché Hagen arrivò a Bayreuth solo intorno al 1738, costui può essere solo Falckenhagen. Allo stesso modo l’identità dell’insegnante di Continuo che ella mandò a Dresda perché potesse sentir suonare S. L. Weiss, non è specificata. E’ molto probabile fosse un liutista ed è probabile che quel liutista fosse Falckenhagen.
Wilhelmine stessa era liutista ed aveva preso parecchie lezioni da Weiss, il quale insieme a Quantz, fece parecchi viaggi a Potsdam a questo scopo. A Bayreuth un intero gruppo di musicisti ben preparati, furono riuniti sotto il direttore del coro Johann Pfeiffer, già citato, ed insieme alle forze italiane del momento, in particolare nell’opera furono il fulcro per un periodo di cristallizzazione della musica di corte. Adam Falckenhagen con il Conte Friedrich ebbe l’incarico di “ virtuosissimo di violino ad un solo livello inferiore al direttore di coro Pfeiffer “ . Sfortunatamente il documento contenente questa informazione, citata da Hartmann, non è ancora stato trovato. Tra tutti, i tre fratelli Kleinknecht furono i musicisti più degni di nota e nell’area dell’opera diede un notevole contributi l’italiano Giuseppe Paganelli. Naturalmente molti famosi artisti di passaggio furono qui invitati. E i musicisti di corte furono occupati non solo con concerti ma con lezioni di musica che facevano parte del loro lavoro.
Anche se sappiamo poco di Falckenhagen sappiamo di molti altri musicisti provenienti da Bayreuth che insegnarono musica qui. Lo stesso Malgravio e sua moglie presero lezioni di musica. Wilhelmine prese lezioni di composizione e di canto e Friedrich, di Traversiere.
La ricca vita culturale a Bayreuth suscitò anche imitazioni nei circoli degli impiegati di corte e nella popolazione della zona. Sicuramente una delle maggiori fonti di conoscenza dei concerti dell’epoca viene dalla biografia del flautista Johann Stephan Kleinknecht nella quale egli dà un resoconto dei concerti tenutisi nella casa del consigliere dell’agricoltura Adam Miedel. Miedel studiò in Sassonia fino al 1723 e può aver conosciuto Falckenhagen qui. I loro rapporti furono amichevoli. Ad ogni modo, Miedel è il padrino di un figlio che Falckenhagen ebbe dalla seconda moglie nel 1742. La sua prima moglie Johanna Amelia era morta il 3 Marzo 1743. Nel 1740 Falckenhagen sposò la vedova di un ufficiale di corte Charlotte Eberhardine Hoffmann ( nata Mayer ) e si trasferì in affitto alla allora Roemer-Strasse 10-14. Prima del secondo compleanno del figlioccio di Meider, anche questa seconda moglie non c’era più.
Intorno al 1738 un giovane musicalmente dotato apparve a Bayreuth e fu mandato dai Malgravi da Pfeiffer stesso per una valutazione. Il giovane era Joachim Bernhard Hagen. Sebbene egli ottenesse l’incarico come violinista , in effetti era un liutista di grande talento. Poiché rimase a Bayreuth per circa 20 anni è molto probabile che Falckenhagen fosse il suo insegnante di liuto. Ciò non è facile da appurare poiché i lavori per liuto di Hagen si basano molto poco su qualunque stile precedente. Probabilmente egli fu il responsabile o il sovrintendente di quella collezione di musica per liuto che attualmente è custodita ad Augsburg e che contiene esempi della produzione di Falckenhagen. Egli non fu veramente un seguace di Falckenhagen come falsamente rappresentato da Anthony Bailes nelle note di copertina del disco dedicato alle interpretazioni di musiche di Falckenhagen , Hagen, Baron.
Adam Falckenhagen morì il 6 ottobre 1754 e fù sepolto il 9 di quel mese. E’ un peccato che non sia stato conservato nessun servizio funebre poiché sarebbe stato inestimabile come correttivo ai necrologi dei suoi contemporanei.
La datazione di morte nel 1760 può essere anche il risultato di un po’ di confusione con quella della morte di Pfeiffer.
Anche se ci restano solo una parte dei suoi lavori, abbiamo tuttavia una buona visione della sua opera. Sfortunatamente nessuno dei suoi lavori può essere datato correttamente. Stilisticamente la Partita in Bb maggiore, di cui alcuni movimenti sono raccolti nel libro di liuto di Nuremberg e altri nel manoscritto della biblioteca di Dolmetsch sembra essere la più vecchia. Le danze barocche ( denominate, Allemande, Courant, Menuett, Pastorale e Gigue) possono con buona approssimazione essere pure datate in questo periodo. Gli altri lavori dall’inizio alla fine impiegano segni di tempo moderni. Nell’introduzione all’Opera I ( dedicata a Wilhelmine ) egli afferma che è lei ad averlo portato allo stile moderno. Anche se questo è vero, va rilevato che tutti gli altri lavori di Falckenhagen tendono verso un più sonoro stile italiano, inoltre egli fece in modo di rimanere fedele alla più vecchia tradizione e continuò ad usare sequenze e modelli di armonizzazione barocchi. I “ sospiri “ di Mannheim, così cari ad Hagen e ad altri musicisti di Beyreuth e a molti altri notabili amanti della musica precedente, non sono evidenti nelle sue composizioni. Eccezioni sono la musica da camera dell’Opera III e dell’Opera IV, che nell’insieme sembrano più tendere verso il futuro musicale.
Il lavoro di A. Falckenhagen contiene, per quanto si sa fino ad ora, 14 lavori ciclici per solo, cominciando dalle sei sonate per liuto solo denominate Opera I. Queste sono composizioni ternarie costruite in uno schema lento – veloce – lento con ampi profili tematici. I temi di largo pieni di tensione richiamano specialmente le ouverture di opere contemporanee. I segni in chiave muovono da C minore / Bb maggiore ad F maggiore / D minore. I metri hanno una pronunciata tendenza verso gli schemi 3 – 2 -3. più allegre e meno serie sono le sei partite opera II. C’è ancora un persistente lento tema all’inizio della III o della IV partita, ma attraverso le quattro sezioni successive predomina il tempo in 3 , Minuetti e Polonaise sono i tempi preferiti.
Gli ultimi lavori stampati per liuto solo, datati con buona approssimazione nel 1746 sono, “ Erste Dutzend geeisthicher Gesange uebest Variationen auf die Lauten “. I temi abbelliti possono essere ricordi della giovinezza di Falckenhagen a Knauthaine. Le variazioni su canzoni in F maggiore e Bb maggiore consistono in gran parte in rifrazioni armoniche di vari motivi originali. Due sonate stampate per solo liuto dal titolo, “ La prima dozzina di Minuetti “  non sono ancora state attribuite con sicurezza a Falckenhagen.
I rimanenti lavori per solo sono sparsi, in vari manoscritti. Un gran numero di copie dell’Opera I e in particolare dell’opera II, riscritte secondo il gusto del copista, ci indicano la popolarità delle composizioni di Falckenhagen. Egli si espresse contro questo modo di copiare in un seguito dell’Opera II, dicendo che le sue composizioni apparivano in forma mutilata, suonate da liutisti non dotati ma presentate come lavori dei più dotati maestri.
Solo uno di questi manoscritti per liuto sembra essere di sua mano. Questo però è conservato col.n. 25461 nel museo Nazionale tedesco a Norimberga. La maggior parte delle composizioni per liuto solo di questo manoscritto vengono dalla penna di Falckenhasgen ( parte è compresa nelle composizioni vocali catalogate dei lavori di un certo Sferontes ). Si identificano questi lavori come suoi per i sistemi di valore delle note applicati. Nei suoi lavori stampati sono, con solo due eccezioni, identici a quelli impiegati in questi pezzi manoscritti, rendendo probabile che entrambi siano scritti dalla stessa persona. ( Questo stesso stile appare inoltre nel Preludio ( di cui si parlerà più avanti ) per cui probabilmente il copista era in possesso dell’originale di questo lavoro da seguire ). Inoltre Falckenhagen non aveva apparentemente ancora adottato il nuovo stile di notazione che corrisponde alla notazione contenuta nelle precedenti edizioni stampate dei suoi lavori. La mancanza di una identificazione certa della calligrafia di Falckenhagen non ci permette di verificare con certezza questa tesi.
Oltre ai lavori menzionati dell’Opera II, troviamo anche due Partiture. La prima in C maggiore, è un piccolo grazioso pezzo in tre movimenti che potrebbe essere  stato scritto da uno studente della scuola di liuto. L’altro è solo un frammento. I rimanenti pezzi si trovano ancora nel libro di Dolmetsch e sono considerati tra i primi lavori di Falckenhagen rimasti. Inoltre ci sono un altro Preludio in Bb maggiore ed un Minuetto in C maggiore. Quest’ultimo può provenire dal lavoro dell’edizione a stampa che è andata perduta. La stessa cosa si può dire per i due Minuetti del libro per liuto dal Manoscritto di Munich m.s. 5362, che ne contiene alcuni frammenti. Ci sono inoltre pezzi copiati nel cosiddetto manoscritto di Straube a Londra e nella collezione di Augsburg menzionata precedentemente.
Quest’ultima collezione nella Augshreb State and City Library ( Tonkunst fasc.3 ) contiene altri due lavori per liuto solo di cui una Fuga in A maggiore su un tema di Pachelbell. Iniziando con una sezione introduttiva libera, il pezzo passa attraverso diverse interpretazioni del tema appoggiato su accordi arpeggiati. L’altro pezzo è un Preludio che passa attraverso tutte le tonalità- 24 parti si muovono modulando una nell’altra senza interruzione, cominciando in C minore, senza un particolare schema attraverso un circolo di quinte, finendo ancora in C minore. Con i suoi normali arpeggi risaltano un tema dopo l’altro come normalmente succede negli altri suoi lavori. Come è comune con lo stile della composizione, attraverso tutto il pezzo sono assenti le segnature di tempo ma vengono dati solo i valori delle note. Sembra che un liutista si sia occupato di questo lavoro ed abbia lasciato nel manoscritto tracce delle sue annotazioni dei segni di tempo, fraseggio e articolazioni e terzine che apparentemente più tardi ha cancellato. Di nuovo, sfortunatamente, non possiamo con certezza concludere che questo manoscritto sia autografo. Non è ancora stato fatto un esame della calligrafia di Falckenhagen. Dei duetti per liuto, tre dei quali furono pubblicati nel 1836 da Breitkopt, conosciamo solo la composizione di Augsburg in F maggiore. Con un accordo di seconda dissonante ( comune sul liuto, se non all’inizio sicuramente in questo periodo ) il duetto si muove in un Largo, che la seconda voce riprende una misura più avanti. L’Allegro che segue inizia con una fuga. Passaggi sequenziali sono molto comuni in questo pezzo e sono accompagnati dal secondo tema strumentale che suona separatamente. L’ultima sezione, contrassegnata “ Tempo giusto “ dovrebbe essere presa a passo moderato rendendo così lo schema lento – veloce – lento della composizione come una cosa sola.
Di un’altra composizione di musica da camera , “ Tre trii per liuto, clavicembalo e Basso “ conserviamo solo l’introduzione della parte per clavicembalo, dal catalogo supplementare di Breithopt del 1767; la parte del liuto di un trio è conservata nel cosiddetto libro per liuto “ Rosani “ nella biblioteca della musica di Lipsia. L’accompagnamento a questa parte per liuto non è ancora venuto alla luce. Lo stesso problema esiste per le parti per Oboe, Violino e Basso dell’ Opera III di cui la catalogazione per liuto è tenuta nella Biblioteca dell’università di Varsavia. Quel volume rimastoci dell’ Opera IV di Weimar ci conferma che siamo stati privati in questo caso di un pezzo indubbiamente grazioso. Originariamente stampato in due volumi contiene sei concerti per violino o Oboe, liuto e basso. Quasi tutti seguono la voce del liuto; può essere suonato come duetto e come contributo alla precedente rappresenta un grande arricchimento di documentazione.
Entrambe le edizioni furono fatte dal liutista di Nuremberg e dal copista Hans Ulrich Hoffner. In effetti l’Opera 3 fu la prima pubblicazione di Hoffner. In seguito non solo ci darà i lavori completi di Falckenhagen, ma anche, duetti e concerti, chiaramente stampati e senza errori. Sfortunatamente non siamo in grado di riconoscere nessuna scrittura nell’edizione di Hoffner.
Dei concerti per quartetto d’archi e liuto, di cui 8 ( uno per corno ) furono messi all’asta da Breitkopt nel 1836, solo due ci sono noti. Senza dubbio il concerto in G attualmente custodito a Brussels venne da quest’asta. Il concerto in F Dur dal III manoscritto di Augsburg  fu copiato a Bayreuth direttamente dall’originale. Speriamo che questi due magnifici lavori vengano un giorno ancora ascoltati poiché essi in particolare contengono qualcosa dell’atmosfera di corte che circondava Falckenhagen a Bayreuth.
Poiché anche altri liutisti seguaci di Falckenhagen, come Paul charles Durant e più tardi Hagen, Pfeiffer e Kleinknecht composero per liuto ed archi, molte composizioni per liuto furono arrangiate da compositori quali, Hayden e Toeschi. Sembra che la pubblicazione del lavoro di Falckenhagen, in una forma o nell’altra continuò fino circa alla fine dell’era di Bayreuth.
Per concludere: un breve sguardo alla datazione delle composizioni di Falckenhagen. Ci basiamo qui sui Leipzig and Frankfurt Messekatalogs e sulle notizie apparse sui giornali di Nuremberg. Secondo queste ultime la sonata per solo andata perduta, del 1736 ( Messekatalog ) sembra insieme alla “Prima dozzina di minuetti “ essere stata tra i primi lavori stampati. E’ possibile che queste fossero solo notizie della pubblicazione, che in seguito non ebbe mai luogo. Il Messekatalog del 1743 contiene tutto il lavoro stampato ad eccezione delle canzoni sacre. Ulrich Hoffner diede nel Nuremberger Kriegs und Friedensbote il 7 settembre 1742 notizie in anteprima dell’Opera III e IV. Poiché  la notizia per i lavori stampati in precedenza è pubblicata nell’opera III, come pure la notizia in anteprima per l’opera V da pubblicarsi a Michaelmas ( nel 1743 ), questi precedenti lavori devono per forza essere stati stampati. Si deve ritenere che tra il 1738 di Michoelmas e l’autunno 1742 sono apparse entrambe le edizioni. L’Opera I è stata stampata a Nuremberg dall’editore Mouath di Vienna, l’Opera IV apparve poco dopo il 1743. Il 30 Aprile 1746 Hoffner annunciò le canzoni sacre.
La datazione precisa di questi manoscritti è pericolosa sebbene tutti siano della metà del secolo. Ad ogni modo, è segno di continuo amore del pubblico per le composizioni di Falckenhagen, il fatto che fossero ancora ristampate nel manoscritto di Straube alla fine del XVIII secolo.
Tutto considerato, ci troviamo di fronte al lavoro di un musicista che sviluppò dopo Weiss un suo proprio stile lontano dalla galanteria superficiale della musica di molti suoi contemporanei.

Il vol. 3 della raccolta “German lute music of the XVIII Century” è in distribuzione.
Nella sezione Discografia > Solista, è possibile ascoltarne alcune tracce.

“German lute music of the XVIII Century vol. 4” è stato inciso nel mese di Agosto 2008.
Contiene musiche di Hagen, Kuhnel, Weiss, Kellner, Lauffensteiner.

Concerto all’Internationales Festival der Laute in Fussen 

Review del CD  ” German lute Music of the XVIII Century ” vol. 3   della ” Lute Society “.

Concerto per  ” Artenote ” a S. Fermo Varese

 

 

Monogradfia di Joachim Domning

“All’insegnante Johan Christian Falckenhagen ed a sua moglie Eva il 26 Aprile alle 11 nacque un figlio poco dopo portato al fonte battesimale e registrato nel libro della vita con il nome di Adam”.
Con questa iscrizione nel registro della chiesa di Grossdalzig nel 1697 cominciò la vita di uno dei più importanti liutisti della prima metà del XVIII secolo. Rappresentanti della famiglia Falckenhagen appaiono improvvisamente nella prima metà del XVII secolo come recensori a Erzeberg ; pertanto probabilmente c’è una relazione tra loro e la famiglia di Adam.
Fino ad ora la maggior parte delle notizie sulla vita di Falckenhagen vengono dal dizionario musicale di Gerber, pubblicato nel 1970. Questo articolo si aggiunge e corregge il lavoro di Gerber, qui riassunto. Gerber considera Knauthain e Mersburg luoghi significatiivi nella carriera di Falckenhagen; e possiamo trovare conferma che i Falckenhagen vissero in entrambi i luoghi. Il nonno di Adam fu parroco nel vicino villaggio di Knauthain, circa 10 km a sud di Leipzg. Eva Sachs, sua madre, era la figlia del sagrestano di Delitzsch, che era nella parrocchia di Grossdalzig. Quando Adam crebbe fu mandato da un prete per la sua istruzione in “ Litteris und Musici sounderlich auf dem Clavier und spater auf der Lauten “.
Questo prete è il parroco Gottlob Erlemann, che è sposato ad una certa Christine Magdalene Falckenhagen ( e pertanto era suo zio ). Qui a Knauthain il giovane Falckenhagen incontrò un altro giovane liutista, di nome Johann Christian Weyrauch, ritenuto da J. Schulze l’autore della “ Bachtabulature “ di Leipzig ma che ora si sa non essere stato insegnante di Falckenhagen.
Possiamo aggiungere alle informazioni sopra citate, che Falckenhagen ebbe inoltre delle basi, cosa comune nell’istruzione dell’epoca, di continuo e di armonia. E’ certo che Leipzig e la sua ricca vita musicale, al tempo a due sole ore di viaggio, attrasse entrambi i giovani studenti. Che il liuto non fosse completamente sconosciuto nei circoli ecclesiastici dell’epoca è confermato da molti esercizi di armonia che si sono salvati, scritti su manoscritti in intavolature per liuto.
Falckenhagen compare tre volte nei registri della Chiesa di Grossdalzig, sebbene una volta sia in qualità di padrino. Nel 1713 viene riconosciuto “ dotato in musica e letteratura “ e nel 1715 Musicista e servo in livrea del giovane Lord di Dieskau “. I Dieskau, la famiglia per cui più tardi Bach scrisse la Baurenkantate, occupavano alti incarichi ufficiali specialmente in Merseburg. Può essere stata questa prima occasione di lavoro che lo condusse lontano da Knauthain. Secondo Gerber, egli si fermò in Merseburg con i Dieskau dal 1715 al 1719, fino a che nel 1719 Johann Graf non lo sostituì nell’incarico di liutista della Corte di Saxe.
Il 30 Marzo 1724 a Gera ebbe una figlia; ella più tardi come Johanna Redlich, si sposò con un ufficiale di corte di Bayreuth e morì nel 1760. Dalla sua seria orazione funebre possiamo ricostruire la storia di sua madre, la prima moglie di Falckenhage. La cantante Johanna Amilia da Weissenfels, citata da Gerbe, era la figlia del direttore del coro di Gera, Emanuel Kegel, un nobile minore, che più tardi divenne famoso come l’insegnante di Stolzen.
Sfortunatamente quasi tutti i documeti custoditi a Gera e nel vicino castello di Schleitz furono distrutti durante la guerra. Non si sono quasi trovate notizie sul matrimonio. In ogni caso marito e moglie vissero successivamente a Weissenfels, entrambi impiegati come musicisti di corte. Nel 1726 ebbero una seconda figlia.
Che Falckenhagen conoscesse Bach è evidente dal fatto che entrambi sposarono cantanti di Weissenfels circa nello stesso periodo. Possiamo supporre che l’associazione nacque attraverso Weirauth, alunno di Bach. Perché Falckenhagen lasciò il posto nel 1728 e si trasferì a Weimar non è chiaro, poiché aveva una posizione ben remunerata. Il fatto che i membri della nobiltà di Weissfels fossero i padrini di una figlia nata a Weimar spiega inoltre l’importanza di Falckenhagen per loro, e rende il trasferimento ancora più inspiegabile. Dei vari soggiorni a Gera e a Gotha, che furono tutti brevi abbiamo poche indicazioni, fu particolare la sua breve visita a Gotha, poiché qui Menselfu liutista fino alla sua morte nel 1728 e Baron mantenne l’incarico fino al maggio del 1728. E’ facile che Flackenhagen fosse qui per ottenere un posto. In ogni caso è chiaro che Falckenhagen già conosceva Ernest Gottlieb Baron a quel tempo, probabilmente dai periodi passati ad Hallens e Leipzig.
In Weimar Falckenhagen si imbattè in Johann Pfeiffer, che egli già conosceva dalla sua permanenza a Gera. Lo stesso Pfeiffer che più tardi, come maestro del coro di Bayreuth, sarà il superiore diretto di Falckenhagen. Dai resoconti di Michelius di corte Falckenhagen lasciò Weimar nel 1732 e andò a Bayreuth il 1 Settembre di quell’anno, la sua ultimogenita fu sepolta a Weimar il che ci conferma che egli non se ne andò prima di questa data.
In Bayreuth egli si trovò in mezzo ad un fiorire di alta arte che fu sostenuta e incoraggiata dal Conte Friedrich e da sua moglie Wilhelmina, la sorella del Re Prussiano Federico II ( Federico il Grande ). Non è stato appurato chi mandò Falckenhagen a Bayreut, ma il Margrave Georg Wilhelm Karl gli diede un posto, ed il suo nome appare nel budget del 1733 come membro della “ Banda di Corte “.
Possiamo mettere insieme qualche notizia sulle sistemazioni a corte e sui musicisti, dalle lettere e dalle memorie di Wilhelmine. Sfortunatamente nei suoi racconti vengono fatti solo alcuni nomi. Possiamo solo supporre che faccia riferimento a Falckenhagen quando scrive a Federico II di “ un giovane liutista che suona molto bene e scrive composizioni veramente incantevoli “ . Poiché Hagen arrivò a Bayreuth solo intorno al 1738, costui può essere solo Falckenhagen. Allo stesso modo l’identità dell’insegnante di Continuo che ella mandò a Dresda perché potesse sentir suonare S. L. Weiss, non è specificata. E’ molto probabile fosse un liutista ed è probabile che quel liutista fosse Falckenhagen.
Wilhelmine stessa era liutista ed aveva preso parecchie lezioni da Weiss, il quale insieme a Quantz, fece parecchi viaggi a Potsdam a questo scopo. A Bayreuth un intero gruppo di musicisti ben preparati, furono riuniti sotto il direttore del coro Johann Pfeiffer, già citato, ed insieme alle forze italiane del momento, in particolare nell’opera furono il fulcro per un periodo di cristallizzazione della musica di corte. Adam Falckenhagen con il Conte Friedrich ebbe l’incarico di “ virtuosissimo di violino ad un solo livello inferiore al direttore di coro Pfeiffer “ . Sfortunatamente il documento contenente questa informazione, citata da Hartmann, non è ancora stato trovato. Tra tutti, i tre fratelli Kleinknecht furono i musicisti più degni di nota e nell’area dell’opera diede un notevole contributi l’italiano Giuseppe Paganelli. Naturalmente molti famosi artisti di passaggio furono qui invitati. E i musicisti di corte furono occupati non solo con concerti ma con lezioni di musica che facevano parte del loro lavoro.
Anche se sappiamo poco di Falckenhagen sappiamo di molti altri musicisti provenienti da Bayreuth che insegnarono musica qui. Lo stesso Malgravio e sua moglie presero lezioni di musica. Wilhelmine prese lezioni di composizione e di canto e Friedrich, di Traversiere.
La ricca vita culturale a Bayreuth suscitò anche imitazioni nei circoli degli impiegati di corte e nella popolazione della zona. Sicuramente una delle maggiori fonti di conoscenza dei concerti dell’epoca viene dalla biografia del flautista Johann Stephan Kleinknecht nella quale egli dà un resoconto dei concerti tenutisi nella casa del consigliere dell’agricoltura Adam Miedel. Miedel studiò in Sassonia fino al 1723 e può aver conosciuto Falckenhagen qui. I loro rapporti furono amichevoli. Ad ogni modo, Miedel è il padrino di un figlio che Falckenhagen ebbe dalla seconda moglie nel 1742. La sua prima moglie Johanna Amelia era morta il 3 Marzo 1743. Nel 1740 Falckenhagen sposò la vedova di un ufficiale di corte Charlotte Eberhardine Hoffmann ( nata Mayer ) e si trasferì in affitto alla allora Roemer-Strasse 10-14. Prima del secondo compleanno del figlioccio di Meider, anche questa seconda moglie non c’era più.
Intorno al 1738 un giovane musicalmente dotato apparve a Bayreuth e fu mandato dai Malgravi da Pfeiffer stesso per una valutazione. Il giovane era Joachim Bernhard Hagen. Sebbene egli ottenesse l’incarico come violinista , in effetti era un liutista di grande talento. Poiché rimase a Bayreuth per circa 20 anni è molto probabile che Falckenhagen fosse il suo insegnante di liuto. Ciò non è facile da appurare poiché i lavori per liuto di Hagen si basano molto poco su qualunque stile precedente. Probabilmente egli fu il responsabile o il sovrintendente di quella collezione di musica per liuto che attualmente è custodita ad Augsburg e che contiene esempi della produzione di Falckenhagen. Egli non fu veramente un seguace di Falckenhagen come falsamente rappresentato da Anthony Bailes nelle note di copertina del disco dedicato alle interpretazioni di musiche di Falckenhagen , Hagen, Baron.
Adam Falckenhagen morì il 6 ottobre 1754 e fù sepolto il 9 di quel mese. E’ un peccato che non sia stato conservato nessun servizio funebre poiché sarebbe stato inestimabile come correttivo ai necrologi dei suoi contemporanei.
La datazione di morte nel 1760 può essere anche il risultato di un po’ di confusione con quella della morte di Pfeiffer.
Anche se ci restano solo una parte dei suoi lavori, abbiamo tuttavia una buona visione della sua opera. Sfortunatamente nessuno dei suoi lavori può essere datato correttamente. Stilisticamente la Partita in Bb maggiore, di cui alcuni movimenti sono raccolti nel libro di liuto di Nuremberg e altri nel manoscritto della biblioteca di Dolmetsch sembra essere la più vecchia. Le danze barocche ( denominate, Allemande, Courant, Menuett, Pastorale e Gigue) possono con buona approssimazione essere pure datate in questo periodo. Gli altri lavori dall’inizio alla fine impiegano segni di tempo moderni. Nell’introduzione all’Opera I ( dedicata a Wilhelmine ) egli afferma che è lei ad averlo portato allo stile moderno. Anche se questo è vero, va rilevato che tutti gli altri lavori di Falckenhagen tendono verso un più sonoro stile italiano, inoltre egli fece in modo di rimanere fedele alla più vecchia tradizione e continuò ad usare sequenze e modelli di armonizzazione barocchi. I “ sospiri “ di Mannheim, così cari ad Hagen e ad altri musicisti di Beyreuth e a molti altri notabili amanti della musica precedente, non sono evidenti nelle sue composizioni. Eccezioni sono la musica da camera dell’Opera III e dell’Opera IV, che nell’insieme sembrano più tendere verso il futuro musicale.
Il lavoro di A. Falckenhagen contiene, per quanto si sa fino ad ora, 14 lavori ciclici per solo, cominciando dalle sei sonate per liuto solo denominate Opera I. Queste sono composizioni ternarie costruite in uno schema lento – veloce – lento con ampi profili tematici. I temi di largo pieni di tensione richiamano specialmente le ouverture di opere contemporanee. I segni in chiave muovono da C minore / Bb maggiore ad F maggiore / D minore. I metri hanno una pronunciata tendenza verso gli schemi 3 – 2 -3. più allegre e meno serie sono le sei partite opera II. C’è ancora un persistente lento tema all’inizio della III o della IV partita, ma attraverso le quattro sezioni successive predomina il tempo in 3 , Minuetti e Polonaise sono i tempi preferiti.
Gli ultimi lavori stampati per liuto solo, datati con buona approssimazione nel 1746 sono, “ Erste Dutzend geeisthicher Gesange uebest Variationen auf die Lauten “. I temi abbelliti possono essere ricordi della giovinezza di Falckenhagen a Knauthaine. Le variazioni su canzoni in F maggiore e Bb maggiore consistono in gran parte in rifrazioni armoniche di vari motivi originali. Due sonate stampate per solo liuto dal titolo, “ La prima dozzina di Minuetti “  non sono ancora state attribuite con sicurezza a Falckenhagen.
I rimanenti lavori per solo sono sparsi, in vari manoscritti. Un gran numero di copie dell’Opera I e in particolare dell’opera II, riscritte secondo il gusto del copista, ci indicano la popolarità delle composizioni di Falckenhagen. Egli si espresse contro questo modo di copiare in un seguito dell’Opera II, dicendo che le sue composizioni apparivano in forma mutilata, suonate da liutisti non dotati ma presentate come lavori dei più dotati maestri.
Solo uno di questi manoscritti per liuto sembra essere di sua mano. Questo però è conservato col.n. 25461 nel museo Nazionale tedesco a Norimberga. La maggior parte delle composizioni per liuto solo di questo manoscritto vengono dalla penna di Falckenhasgen ( parte è compresa nelle composizioni vocali catalogate dei lavori di un certo Sferontes ). Si identificano questi lavori come suoi per i sistemi di valore delle note applicati. Nei suoi lavori stampati sono, con solo due eccezioni, identici a quelli impiegati in questi pezzi manoscritti, rendendo probabile che entrambi siano scritti dalla stessa persona. ( Questo stesso stile appare inoltre nel Preludio ( di cui si parlerà più avanti ) per cui probabilmente il copista era in possesso dell’originale di questo lavoro da seguire ). Inoltre Falckenhagen non aveva apparentemente ancora adottato il nuovo stile di notazione che corrisponde alla notazione contenuta nelle precedenti edizioni stampate dei suoi lavori. La mancanza di una identificazione certa della calligrafia di Falckenhagen non ci permette di verificare con certezza questa tesi.
Oltre ai lavori menzionati dell’Opera II, troviamo anche due Partiture. La prima in C maggiore, è un piccolo grazioso pezzo in tre movimenti che potrebbe essere  stato scritto da uno studente della scuola di liuto. L’altro è solo un frammento. I rimanenti pezzi si trovano ancora nel libro di Dolmetsch e sono considerati tra i primi lavori di Falckenhagen rimasti. Inoltre ci sono un altro Preludio in Bb maggiore ed un Minuetto in C maggiore. Quest’ultimo può provenire dal lavoro dell’edizione a stampa che è andata perduta. La stessa cosa si può dire per i due Minuetti del libro per liuto dal Manoscritto di Munich m.s. 5362, che ne contiene alcuni frammenti. Ci sono inoltre pezzi copiati nel cosiddetto manoscritto di Straube a Londra e nella collezione di Augsburg menzionata precedentemente.
Quest’ultima collezione nella Augshreb State and City Library ( Tonkunst fasc.3 ) contiene altri due lavori per liuto solo di cui una Fuga in A maggiore su un tema di Pachelbell. Iniziando con una sezione introduttiva libera, il pezzo passa attraverso diverse interpretazioni del tema appoggiato su accordi arpeggiati. L’altro pezzo è un Preludio che passa attraverso tutte le tonalità- 24 parti si muovono modulando una nell’altra senza interruzione, cominciando in C minore, senza un particolare schema attraverso un circolo di quinte, finendo ancora in C minore. Con i suoi normali arpeggi risaltano un tema dopo l’altro come normalmente succede negli altri suoi lavori. Come è comune con lo stile della composizione, attraverso tutto il pezzo sono assenti le segnature di tempo ma vengono dati solo i valori delle note. Sembra che un liutista si sia occupato di questo lavoro ed abbia lasciato nel manoscritto tracce delle sue annotazioni dei segni di tempo, fraseggio e articolazioni e terzine che apparentemente più tardi ha cancellato. Di nuovo, sfortunatamente, non possiamo con certezza concludere che questo manoscritto sia autografo. Non è ancora stato fatto un esame della calligrafia di Falckenhagen. Dei duetti per liuto, tre dei quali furono pubblicati nel 1836 da Breitkopt, conosciamo solo la composizione di Augsburg in F maggiore. Con un accordo di seconda dissonante ( comune sul liuto, se non all’inizio sicuramente in questo periodo ) il duetto si muove in un Largo, che la seconda voce riprende una misura più avanti. L’Allegro che segue inizia con una fuga. Passaggi sequenziali sono molto comuni in questo pezzo e sono accompagnati dal secondo tema strumentale che suona separatamente. L’ultima sezione, contrassegnata “ Tempo giusto “ dovrebbe essere presa a passo moderato rendendo così lo schema lento – veloce – lento della composizione come una cosa sola.
Di un’altra composizione di musica da camera , “ Tre trii per liuto, clavicembalo e Basso “ conserviamo solo l’introduzione della parte per clavicembalo, dal catalogo supplementare di Breithopt del 1767; la parte del liuto di un trio è conservata nel cosiddetto libro per liuto “ Rosani “ nella biblioteca della musica di Lipsia. L’accompagnamento a questa parte per liuto non è ancora venuto alla luce. Lo stesso problema esiste per le parti per Oboe, Violino e Basso dell’ Opera III di cui la catalogazione per liuto è tenuta nella Biblioteca dell’università di Varsavia. Quel volume rimastoci dell’ Opera IV di Weimar ci conferma che siamo stati privati in questo caso di un pezzo indubbiamente grazioso. Originariamente stampato in due volumi contiene sei concerti per violino o Oboe, liuto e basso. Quasi tutti seguono la voce del liuto; può essere suonato come duetto e come contributo alla precedente rappresenta un grande arricchimento di documentazione.
Entrambe le edizioni furono fatte dal liutista di Nuremberg e dal copista Hans Ulrich Hoffner. In effetti l’Opera 3 fu la prima pubblicazione di Hoffner. In seguito non solo ci darà i lavori completi di Falckenhagen, ma anche, duetti e concerti, chiaramente stampati e senza errori. Sfortunatamente non siamo in grado di riconoscere nessuna scrittura nell’edizione di Hoffner.
Dei concerti per quartetto d’archi e liuto, di cui 8 ( uno per corno ) furono messi all’asta da Breitkopt nel 1836, solo due ci sono noti. Senza dubbio il concerto in G attualmente custodito a Brussels venne da quest’asta. Il concerto in F Dur dal III manoscritto di Augsburg  fu copiato a Bayreuth direttamente dall’originale. Speriamo che questi due magnifici lavori vengano un giorno ancora ascoltati poiché essi in particolare contengono qualcosa dell’atmosfera di corte che circondava Falckenhagen a Bayreuth.
Poiché anche altri liutisti seguaci di Falckenhagen, come Paul charles Durant e più tardi Hagen, Pfeiffer e Kleinknecht composero per liuto ed archi, molte composizioni per liuto furono arrangiate da compositori quali, Hayden e Toeschi. Sembra che la pubblicazione del lavoro di Falckenhagen, in una forma o nell’altra continuò fino circa alla fine dell’era di Bayreuth.
Per concludere: un breve sguardo alla datazione delle composizioni di Falckenhagen. Ci basiamo qui sui Leipzig and Frankfurt Messekatalogs e sulle notizie apparse sui giornali di Nuremberg. Secondo queste ultime la sonata per solo andata perduta, del 1736 ( Messekatalog ) sembra insieme alla “Prima dozzina di minuetti “ essere stata tra i primi lavori stampati. E’ possibile che queste fossero solo notizie della pubblicazione, che in seguito non ebbe mai luogo. Il Messekatalog del 1743 contiene tutto il lavoro stampato ad eccezione delle canzoni sacre. Ulrich Hoffner diede nel Nuremberger Kriegs und Friedensbote il 7 settembre 1742 notizie in anteprima dell’Opera III e IV. Poiché  la notizia per i lavori stampati in precedenza è pubblicata nell’opera III, come pure la notizia in anteprima per l’opera V da pubblicarsi a Michaelmas ( nel 1743 ), questi precedenti lavori devono per forza essere stati stampati. Si deve ritenere che tra il 1738 di Michoelmas e l’autunno 1742 sono apparse entrambe le edizioni. L’Opera I è stata stampata a Nuremberg dall’editore Mouath di Vienna, l’Opera IV apparve poco dopo il 1743. Il 30 Aprile 1746 Hoffner annunciò le canzoni sacre.
La datazione precisa di questi manoscritti è pericolosa sebbene tutti siano della metà del secolo. Ad ogni modo, è segno di continuo amore del pubblico per le composizioni di Falckenhagen, il fatto che fossero ancora ristampate nel manoscritto di Straube alla fine del XVIII secolo.
Tutto considerato, ci troviamo di fronte al lavoro di un musicista che sviluppò dopo Weiss un suo proprio stile lontano dalla galanteria superficiale della musica di molti suoi contemporanei.

Il vol. 3 della raccolta “German lute music of the XVIII Century” è in distribuzione.
Nella sezione Discografia > Solista, è possibile ascoltarne alcune tracce.

“German lute music of the XVIII Century vol. 4” è stato inciso nel mese di Agosto 2008.
Contiene musiche di Hagen, Kuhnel, Weiss, Kellner, Lauffensteiner.